Lo rivela uno studio

Nel Dna degli Amish custodito
il segreto della longevità

di oggisalute | 20 novembre 2017 | pubblicato in Attualità
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Potrebbe celarsi nel Dna degli Amish l’elisir di lunga vita. Un team di ricercatori della Northwestern University, infatti, ha scoperto che i componenti di questa antica ma ancora vitale comunità cristiana americana sono portatori di una variante genetica che regala loro una vita più lunga, anche di 10 anni, rispetto a chi ne è privo. Gli Amish sono noti per la vita semplice, gli abiti sobri e la riluttanza nei confronti della moderna tecnologia. Gli scienziati hanno studiato gli Amish del Vecchio Ordine, un gruppo che ha vissuto in isolamento geografico e genetico a Berne, nell’Indiana, per centinaia di anni.

Ebbene, i ricercatori del team di Douglas Vaughan firmano su ‘Science Advences’ uno studio in cui spiegano che la chiave del segreto degli Amish si cela nel gene Serpine1, o meglio in una variante che permette loro di vivere più a lungo e in salute. Su 177 membri della comunità i ricercatori hanno scoperto che 43 uomini erano portatori di una versione non funzionante di Serpine1. Questo gene è responsabile della produzione di una proteina che sembra incoraggiare la morte cellulare e l’accorciamento dei telomeri, i cappucci protettivi posti alle estremità dei cromosomi che prevengono danni al Dna. Nel tempo i cappucci si assottigliano, e questo causa invecchiamento e malattie.

I ricercatori hanno scoperto che gli uomini portatori della mutazione genetica vivono in media 10 anni in più rispetto agli altri e hanno telomeri il 10% più lunghi. Su ‘Science’ Douglas Vaughan della Northwestern University spiega che “l’invecchiamento resta uno dei processi biologici più sfidanti da svelare. Attualmente non esistono interventi mirati per ritardarlo e per promuovere una longevità in salute. I nostri risultati dimostrano l’utilità di studiare mutazioni nelle popolazioni isolate a livello geografico e genetico, e getta luce su un nuovo bersaglio terapeutico per l’invecchiamento”.

L’idea, dunque, è quella di riuscire a estendere la vita umana ‘bersagliando’ il gene nel mirino con un farmaco ad hoc. Per farlo funzionare come la variante scoperta negli Amish.

(Fonte: Adnkronos)

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